Il potere in una penna 

“Noi giornalisti siamo per la verità ad ogni costo. E per la menzogna a prezzo da concordare”. E se questo prezzo fossimo tutti noi a pagarlo?

Chi mi segue sa che mi occupo per lo più di vaccini e dei danni ad essi correlati. E sa quindi quanto io inorridisca dinanzi a certi titoloni fuorvianti e ad altrettanti articoli zeppi di notizie prive di alcun fondamento scientifico. Ma soprattutto prive di onestà.

Mi imbatto giorno dopo giorno in una maleodorante melma mediatica che fatico davvero a tollerare. Soprattutto perché è evidente come essa eserciti uno schiacciante potere sulle persone prive di spirito critico.

La penna del giornalista spesso diventa un’arma. E qualora questa scriva di Salute e Sanità può essere potenzialmente fatale.

La mia inguaribile fiducia nell’integrità delle persone e nella professionalità delle stesse mi ha sempre portata a pensare che il giornalista rivestisse un ruolo socialmente fondamentale. E che, consapevole di ciò, fosse del tutto incapace di venir meno ai suoi obblighi principali. Primo fra questi il dovere di essere sempre imparziale ed obiettivo nell’esposizione dei fatti. E, se possibile, adeguatamente informato.

Capirete quindi quanto il “mito” sia per me del tutto appassito. E questo non perché leggo e rileggo nelle testate più rinomate solo articoli palesemente schierati (dalla parte di chi allunga la “mancia”), ma perché mancano nei contenuti. Riportano informazioni errate. Palesemente ed imperdonabilmente errate. Menzogne malamente travestite da Verità. Menzogne che raggiungono il livello del paradosso. Ma si sa…Qualsiasi bugia può diventare la più solida delle verità se ripetuta fino allo sfinimento.

Nel giornalista è morto l’instancabile spirito indagatore. Il desiderio di ascoltare e di verificare. Con criterio scientifico. Oggi lo scopo è quello di assecondare ciò che dall’alto LORO chiedono. O che addirittura dettano. Il giornalista perde egli stesso la sua voce. Si trasforma in un umile scribacchino. E forse è tristemente inconsapevole che la sua firma e la sua penna vengano utilizzate per coprire loschi giochi di potere. Se invece ne è cosciente ecco che diventa un servo. Ma allo stesso tempo un complice.

© Federica Santi 2017

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