Un brindisi… agli ex amici!

La diagnosi di autismo di mio figlio Nicola mi ha portato via tanto. Troppo. Serenità familiare…Sorrisi…Sonno…Sogni… Ma ha allontanato dalla mia vita anche un numero discreto di persone. Gli amici. O presunti tali. E di questo non potrò mai smettere di nutrire un profondo senso di gratitudine. 

Non è stato facile notare come, una ad una, le persone che facevano parte della mia vita, a diagnosi conclamata si siano dissolte nel nulla. Passo dopo passo. Silenziosamente. Nella speranza che un distacco graduale da loro potesse impedirmi di prendere coscienza di quanto stesse accadendo.

Per almeno due anni consecutivi ho vissuto senza avere una amica da chiamare per concedermi un po’ di svago. Davanti ad un caffè o ad una pizza. Nei momenti più bui prendevo il telefono in mano e chiedevo miseramente a me stessa : “e adesso chi chiamo?”. La riposta non tardava ad arrivare ed io mi sentivo sempre più sola. Nemmeno le amiche d’infanzia. Nemmeno quelle hanno avuto la forza di rimanermi accanto. Sebbene, nei momenti di bisogno (loro) abbiano ripetutamente bussato alla mia porta. Trovandola, tra l’altro, sempre spalancata.

Io oggi ho la forza di capire che la vita mi ha concesso un gran dono facendo sì che le cose evolvessero in tal modo. Allontanando individui che, probabilmente, nei miei confronti non hanno mai nutrito un vero affetto. O che forse mi avvertono come “troppo complicata, troppo carica di problemi” per essere una piacevole compagnia da frequentare. Questa profonda pulizia tra le amicizie è stata fondamentale. Purificatrice. Anche se mi ha causato molto dolore ha permesso di lasciare ampio spazio a coloro che, col tempo, si sono avvicinati a me ed alla mia famiglia guidati da un sincero sentimento di amicizia e di empatia.

Certo io posso comprendere… o quantomeno posso cercare di farlo…l’imbarazzo di chi, dinanzi ad atteggiamenti inconsueti di un bimbo speciale, al dolore della sua famiglia, ai molteplici e spesso fallimentari tentativi di contenere improvvise ed imprevedibili crisi, una persona possa sentirsi disarmata…disorientata…incapace…persino impaurita… Ma basterebbe parlare. Confrontarsi. Esprimere sinceramente il proprio sentire. Senza paura né vergogna. Noi genitori di bimbi diversamente fantastici siamo allenati a superare sfide ardue. Importanti. Ed apprezziamo l’onestà.

Quindi io oggi, non più spinta dall’amarezza bensì quasi dalla tenerezza e dalla compassione, alzo il calice brindando agli ex amici. A coloro che sono rimasti al mio fianco nella gioia, ma non hanno fatto altrettanto nel dolore. A coloro che han dimostrato di non meritare il mio affetto e che, togliendo il disturbo, mi hanno regalato l’opportunità di essere circondata da persone forti e meravigliose. Persone l’amicizia delle quali io sento di meritare. Altrimenti non si sarebbero mai affacciate alla mia vita. Così come io alla loro.

Cin cin a tutti gli altri! E buona vita.

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