Quel “Se” che squarcia il cuore…

Questo articolo nasce da un “Se”. Un “se” mastodontico. Immenso. Che risucchia una grande energia vitale. Un “Se” che mi è stato posto da un’anima poco gentile, la quale non ha avuto rispetto per il mio dolore di madre, e che ha aperto uno squarcio nel mio cuore.

“Se tuo figlio fosse normale come quello di tutti gli altri, saresti così agguerrita nella campagna contro i vaccini?”. Ebbene…tale domanda, seppur posta da una persona che per me non possiede nemmeno un volto e che quindi non riveste alcuna importanza nella vita, mi ha violentata nello spirito. Tant’è che non riesco a non pensarci. 

Quel “Se” che cela al suo interno un intero mondo nascosto. Un mondo fatto di giornate felici e sorridenti. Giornate nelle quali mio figlio Nicola era effettivamente “normale”. Quanto piace questa parola a certe persone. Se ne riempiono così tanto la bocca da non riuscire nemmeno più a pronunciare qualcosa di sensato. Di empatico. Di compassionevole. 

Io non vivo di “se” e di “ma”. Già da tanto tempo. Non mi fermo a sognare il futuro. Perché il mio futuro è l’oggi. L’adesso. L’ “anormalità” che mi ha fagocitato la vita non concede progetti da realizzare, ma mi tiene ancorata ad un presente che è tutto intriso di lotte e speranze. Non penso a come sarebbe l’esistenza se Nicola fosse… non penso a come sarebbe spensierato Enrico se Nicola fosse…non penso a come vivremmo il nostro amore mio marito ed io se Nicola fosse…

Nicola È. Punto. Ed è così oggi. Lottiamo affinché non sia più così domani. Qualsiasi altro “se” non può trovare collocazione in questa mia amata famiglia che, come tutte le altre, vuol solo godersi un po’ di meritata felicità.

Di conseguenza questi “se” li lascio a chi cerca disperatamente di colmare i vuoti della propria vita. Vuoti creati da scelte sbagliate e da strade imboccate nel senso contrario di marcia. “Se” incatenati a schiaccianti “se solo avessi…”. 

Io ho già sconfitto il mio “se solo avessi”. Mi sono perdonata. E da lì ho ricominciato. Senza dubbi né perplessità. Ma solo con una grande determinazione e la voglia indomabile di assaporare il presente facendo del mio meglio come madre e moglie. Ma prima di tutto come donna. 

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