La causa principale della guarigione è l’AMORE.

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“La causa principale della guarigione è l’amore”. Questo è uno dei pensieri più preziosi lasciati in eredità da Paracelso, medico, alchimista e astrologo svizzero, nonché una delle figure più rappresentative del Rinascimento. Con poche e significative parole è riuscito a trasmettere una verità intramontabile, ma ahimè per lo più dimenticata, soprattutto da chi, per professione, dovrebbe occuparsi  di salvaguardare il benessere delle persone. Della loro salute. Possibilmente prima che la stessa venga compromessa.

Trattasi di un insegnamento antico che ha sempre efficacia e sempre ne avrà. Ed io ne ho avuto la prova lampante proprio ieri, durante il sesto compleanno del mio primogenito Nicola.

Molti di voi conoscono la sua storia. Per chi non ne sapesse nulla farò un breve riassunto. Nicola è rimasto danneggiato dal vaccino trivalente MPR ed ora la diagnosi che pesa sulle sue spalle è “disturbo dello spettro autistico”. Diagnosi che pare non concedere speranze di guarigione, ma dopo tante ricerche abbiamo scoperto che non è così. Nicola viene seguito egregiamente dal dott. Eugenio Serravalle, col quale abbiamo intrapreso un impegnativo percorso disintossicante attraverso la Cease Therapy. Il percorso lungo, penoso e tutto in salita. Ma essendo l’unico a concederci una speranza…lo si segue tentando di non farci scoraggiare dagli eventi. I miglioramenti sono evidenti e nutrono la nostra speranza di uscire da quest’incubo.

Ieri però ho avuto la prova lampante ed inconfutabile di come i nostri atteggiamenti ed i nostri sentimenti possano contribuire  a raggiungere la guarigione in tempi sensibilmente più rapidi. Nicola ha vissuto una giornata completamente immerso nell’amore e nella spensieratezza. La gioia per il compimento del suo sesto anno di età si poteva davvero toccare con mano. Nonostante i problemi quotidiani siamo riusciti ad assaporare una giornata pregna di felicità. E lui ha risposto a tutto ciò in modo del tutto inaspettato. Ha sorriso tutto il giorno ed i suoi occhi hanno espresso incontenibile contentezza. Mi ha baciata e ha soffiato le candeline con grande entusiasmo. E ha giocato. Cosa che non accadeva da tempo e, soprattutto, cosa che durante le sedute terapeutiche non è praticamente mai accaduto.

Ho letto gratitudine nel suo sguardo. E quel meraviglioso sorriso mi ha trasmesso gioia nella vita. Rinnovata speranza. In poche ore ha raggiunto delle mete preziose e tutto perché spinto dall’amore che sentiva danzare attorno a sé… avvolgerlo e scaldargli il cuore.

Non che mio figlio nella quotidianità non riceva amore, ma chi vive una situazione simile alla mia sa bene quanto sia difficile conservare il sorriso e la positività. Ieri però questo è accaduto e, come risultato, ho rinnovato in me la totale consapevolezza di come l’Amore, quello universale, sia il più potente medicinale esistente. Non riproducibile in laboratorio (chissà…forse qualche casa farmaceutica un giorno proverà a farlo), ma disponibile sempre e per tutti, se gli permettiamo di emergere nella nostra vita e di diventarne l’indiscusso protagonista!

 

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