La lezione più importante…

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Nonostante il nubifragio non sia ancora concluso…oggi lo posso dire con un assoluto grado di certezza : quanto accaduto a mio figlio Nicola, la sua diagnosi e tutto ciò che ne è derivato, è la lezione di vita più intensa e importante che mi potesse capitare. Chi, come me, deve affrontare quotidianamente la realtà di un figlio ammalatosi per colpa della malasanità, sa bene come sia facile abbandonarsi a sentimenti distruttivi quali la rabbia ed il desiderio di vendetta.  E, nonostante chi ci circonda sia sempre pronto a snocciolare un poco rassicurante “sei forte, ce la farai”, sappiamo bene che in fondo DOBBIAMO essere forti. Anche se l’istinto ci suggerirebbe di fuggire a mille miglia dalla nostra stessa vita per timore di non riuscire ad affrontarla.

Oltre la disperazione, oltre le notti insonni, oltre il desiderio di voler radere al suolo tutto ciò che ci circonda, arriva un momento in cui, almeno per stanchezza fisica, siamo costretti a fermarci. A respirare a pieni polmoni e a prendere coscienza di quel che la vita ci sta sottoponendo. Non esistono bestemmie, urla, piatti rotti durante la furia più accecante che possano consolarci per quanto siamo costretti a vivere. Siamo soli con noi stessi ed effettivamente nessuno può comprendere il nostro stato d’animo, se non chi vive la medesima esperienza.

Ad un certo punto però la forza viene meno, perché tutti i sentimenti di rabbia e di sofferenza che in principio ci avevano portati ad esplodere ora hanno esaurito la loro potente fiamma cominciando a rosicchiarci dal di dentro. Nel cuore e nell’anima. Siamo quindi dinanzi ad un bivio: lasciarci andare o reagire. Non dimenticando mai che abbiamo dei figli che ci HANNO SCELTI e che, se lo han fatto, sono convinti di trovare in noi delle persone abbastanza resistenti da poter affrontare un ostacolo tanto immenso come quella della malattia. Un ostacolo che ha il volto un figlio divenuto autistico a causa di un vaccino. Un figlio che speriamo possa, prima o poi, tornare da noi così come è nato.

E’ in questo preciso stadio della vita che ho cominciato a comprendere che forse avrei dovuto smettere di urlare, smettere di piangere disperatamente, per cominciare invece a chiedermi il perché di una simile prova da affrontare. Il perché di un simile dolore (spesso insopportabile).

Perché proprio a mio figlio? Perché sono caduta nella trappola della disinformazione? Due quesiti che han faticato a trovare risposta , ma da un giorno in poi ho cominciato pian piano a capire. Ho preso ad analizzare le mie due vite: quella pre diagnosi e quella post diagnosi. Confrontandole ho colto un vero abisso fra le due. Ho persino stentato a riconoscere la Federica che viveva in me prima che un camice bianco mi comunicasse la triste notizia. Così ho preso ad analizzare come è mutato il mio stile di vita a partire dall’alimentazione, per proseguire con le frequentazioni ed anche le scelte lavorative (che mi han portata, tra l’altro, a scrivere NON VIVO IN UNA BOLLA) ed educative. Le priorità ed il giusto peso da attribuire agli aspetti realmente importanti della vita : in primis la salute ed il benessere generale della mia famiglia.

Oggi lo so con certezza. Se mio figlio Nicola non stesse affrontando questo percorso (dal quale contiamo esca sano e vincente) io oggi sarei una persona completamente diversa. Non avrei nemmeno preso in mano la mia crescita spirituale (spirituale…non religiosa !!!) che tanto mi ha aperto gli occhi sulle mie potenzialità ed i miei talenti.

E’ tutto molto difficile e doloroso, non posso negarlo, ma è in corso un importante cambiamento, un cambiamento in positivo, e tutto ciò lo devo ai miei più grandi maestri di vita. Nicola, che sta affrontando un’importante lotta personale per il recupero della salute, a soli 5 anni e mezzo di vita, ed Enrico, che dimostra ogni giorno di essere un fratello amorevole ed un figlio attento al mio stesso benessere.

Si suol dire che “tutto accade per un motivo”. Seppur quando viene toccato tuo figlio sia estremamente difficile mantenere un atteggiamento positivo ed ottimista, io ritengo che un messaggio del genere sia in assoluto una delle verità più indiscutibili che esistano. E, fra uno scivolone e l’altro, tra una lacrima e l’altra, faccio del mio meglio per non dimenticarlo mai.

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