Ti riconosco…

“Mi pare di averti già conosciuto”… “Ti sento come una persona molto familiare” … “Il tuo volto non mi è nuovo”… Quanto spesso vi è capitato di pensare o di dire una di queste frasi incontrando una persona apparentemente sconosciuta? Ed inoltre, quante volte avete provato l’inconfondibile sensazione di non appartenere al luogo nel quale vivete e di sentire invece una profonda nostalgia verso uno specifico angolo di mondo, nel quale probabilmente non avete nemmeno mai messo piede?

Oppure…vi sarà capitato di incontrare una persona per la prima volta e di cominciare a parlarci con una scioltezza ed un’inspiegabile confidenza, raccontando tutto di voi, anche gli aspetti più privati, cullati dalla piacevole sensazione  di conoscerla da sempre? Provando una sintonia ed un’affinità “a pelle”?

Allo stesso modo potrete essere anche inciampati in persone che, pur non avendo commesso alcun torto nei vostri confronti, sentite non essere in sintonia con la vostra persona…sentite che vi provocano agitazione e malessere e desiderate che tengano le distanze da voi. Talvolta sono persino individui che fanno parte del vostro vivere quotidiano e con i quali dovete relazionarvi forzatamente.

L’anima, che tutto sa e tutto ricorda (anche se pochi sono consapevoli di ciò) ci guida nel nostro percorso terreno destinandoci a persone e situazioni che possono aiutarci ad evolvere. Ci assegna sfide, ci affida ad individui per i quali possiamo provare forte repulsione, ma che ci servono per imparare e migliorare. Al contempo però ci dona una molteplice serie di occasioni grazie alle quali possiamo incontrare ed arricchire la nostra vita avvicinandoci a persone che sentiamo profondamente in sintonia con noi. Con le quali possiamo togliere ogni maschera e che ai nostri occhi sembrano un libro aperto. E’ come se ci sentissimo richiamare dalla loro anima…che ha riconosciuto la nostra e viceversa.

Nei bambini il riconoscimento animico è fortissimo, perché loro sono ancora meravigliosamente connessi con il TUTTO dal quale noi  proveniamo. Non a caso i bambini salutano e sorridono spontaneamente ad alcune persone e si rifiutano assolutamente di farlo con altre. E’ un atteggiamento naturale per loro, atteggiamento che viene poi re-impostato dalle nostre regole sociali secondo le quali è buona educazione salutare sempre e comunque. La maleducazione non c’entra nulla in tutto ciò. Ma in pochi se ne rendono davvero conto.

La nostra anima sa quand’è il momento di proseguire. Di arrestare il cammino. Di fermarsi o di fare un passo indietro. Ci guida in un sentiero atto a donarci ogni singolo strumento necessario alla nostra evoluzione. Allo stesso modo talvolta fa in modo di ricongiungerci alle anime a noi più affini, donandoci così emozioni di inspiegabile bellezza, oppure ci conduce verso mete sconosciute alle quali, quando vi approdiamo, sentiamo di appartenere più dello stesso luogo nel quale siamo nati.

Pensateci la prossima volta nella quale sarete guidati verso una persona che avvertirete di conoscere già. Fidatevi del vostro sentire e della vostra memoria animica. Lei non sbaglia mai.

 

Schermata 2016-05-22 alle 06.54.43

Annunci

Il ragionevole dubbio

Cari amici lettori,
con questo post vi segnalo l’importantissimo evento al quale prenderò parte domenica 8 maggio 2016 a partire dalle 14.30 : la proiezione del documentario IL RAGIONEVOLE DUBBIO della regista Ambra Fedrigo, al termine del quale interverro’ per parlare del mio libro NON VIVO IN UNA BOLLA,  l’autobiografia della mia famiglia in seguito alla diagnosi di disturbo dello spettro autistico insorto nel mio primogenito a causa reazione avversa al vaccino trivalente MPR.

A presto

Ecco il link dell’evento
https://www.facebook.com/events/1139984456053299/?ti=cl

image

La voce di Romagnamamma.it per NON VIVO IN UNA BOLLA

È stata un’intervista sui generis quella rilasciata ieri mattina alla giornalista Silvia Manzani di Romagnamamma.it.
Una chiacchierata al telefono mentre il mio piccolo Enrico mi chiedeva di fargli le bolle di sapone e mi domandava “chi è questa signora?”.
Atmosfera squisitamente casalinga  e rilassata che ha dato i suoi splendidi frutti perché Silvia Manzani ha saputo, ponendo le domande giuste da brava ed esperta giornalista, dipingere un quadro preciso della situazione che mi ha portata a scrivere NON VIVO IN UNA BOLLA.

Leggete cliccando sul link

http://www.romagnamamma.it/2016/05/il-dolore-e-la-speranza-mio-figlio-e-stato-danneggiato-dai-vaccini/

image