Dedicato a…chi scoraggia il CAMBIAMENTO

“Ma guarda che il mondo è così…ed è il mondo nel quale i tuoi figli dovranno vivere e relazionarsi col prossimo. Non avrai mica l’assurda pretesa di cambiare le cose???”

Credo che questa sia la classica domanda contro la quale tutti coloro che desiderino davvero cambiare la propria vita siano destinati ad andare a sbattere. Il fatto curioso è che pare essere un quesito realizzato industrialmente con uno stampo universale. Viene recitato da una moltitudine di individui, negli angoli più disparati della Terra, che mai si sono incontrati e che mai si incontreranno, ma che…per qualche incomprensibile ragione dell’universo, hanno questo aspetto in comune : ad un certo punto della propria vita, dinanzi a persone più lungimiranti di loro, devono porre IL QUESITO. Sempre uguale a se stesso. Possibilmente accompagnato da un fastidioso tono saccente. “Non avrai mica l’assurda pretesa di cambiare le cose?”.

E se vi dicessi di sì?????

Ma quando…ripeto…quando il mondo è rimasto uguale a se stesso???? Tutto… persone, cose, animali, piante, pietre…tutto è sempre in continua evoluzione. Tutto cambia per esigenze di adattamento all’ambiente o per desiderio di modificare l’ambiente nel qual si vive. E’ NATURALE che sia così. Altrimenti in cosa si potrebbe mai realizzare una miglioramento spirituale e materiale?

Personalmente mi sono imbattuta spesso, e continuo ad imbattermi, in persone che conoscono perfettamente la storia del passato e che celebrano tutti i personaggi che si sono battuti per cambiare il mondo. Dagli eventi legati al suffragio universale, alla lotta per l’indipendenza, all’abolizione dell’apartheid…potrei andare avanti citando esempi all’infinito. Grande estasi noto nello sguardo di chi cita simili eventi storici osannandone i protagonisti.

Ma poi quando io alzo la mano…con una certa sicurezza (per acquisirla mi ci è voluto tanto tanto tempo) sostenendo che anche io sto cambiando il mondo (o almeno…il mio mondo), a partire, ad esempio, dalle scelte educative per i miei figli (homeschooling, medicine alternative, alimentazione vegetariana ecc)…vengo improvvisamente fissata con sguardo inorridito e giudicante.

Alla fine il verdetto è sempre lo stesso. Io sbaglio. Non sussiste alcun dubbio. Non posso in alcun modo contribuire a cambiare il mondo. Per farlo ci vuole tempo ed io…insomma…non sono certamente una persona adatta a sostenere importanti rivoluzioni. Come se dovessi armarmi fino ai denti e scendere in piazza per manifestare a suon di bombe a mano.

Ma le persone (quasi tutte) non capiscono che le rivoluzioni, quelle più importanti ed efficaci, nascono solo e soltanto attraverso IL CAMBIAMENTO DEL PROPRIO PENSIERO.

Il pensiero. La sua evoluzione. Ecco qual è in realtà la sfida più difficile e complessa. Quella che richiede davvero coraggio e determinazione. E che ci fa accumulare una serie innumerevole di nemici.

Passato e futuro. Le due roccaforti. Il passato per ricordarci il cammino che abbiamo compiuto. Quel cammino fatto di sentieri sempre diversi e che, ad un certo punto, ci suggeriscono di proseguire verso il futuro. Con la consapevolezza che, se anche noi in prima persona non potremo vedere il frutto delle nostre idee rivoluzionarie, avremo seminato probabilmente nei nostri figli la volontà di agire a favore del benessere collettivo. Un benessere che raccoglie mille aspetti : il volersi bene (in primis a se stessi), il voler bene al pianeta che ci ospita. A tutte le sue forme di vita. Tutte senza esclusione. Al lasciarsi andare al proprio sentire. Al farsi guidare dalle proprie intuizioni e dai propri talenti, senza mai soffocarli. Al conoscere prima di giudicare. Al non permettere di farsi scolpire la mente come gli altri desiderano. Alla preziosa consapevolezza di quanto sia meravigliosa la nostra persona in tutta la sua interezza.

Ed ecco che il cambiamento così può davvero avvenire. Universalmente.

A tutti coloro che invece rimangono radicati nella convinzione che si debba per forza vestire i panni da Rambo per ottenere risultati allora rispondo che hanno ragione. Io non sono fatta per quel tipo di rivoluzione. Il problema è che, se avete creduto, anche solo per un istante, che il mio modus operandi sarebbe stato quello, allora vuol dire che non siete stati capaci di leggermi dentro. E mai lo sarete.

 

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Lacrime

Ci sono volte nelle quali ci sente più a proprio agio nel piangere sotto la pioggia, affinché le nostre lacrime si confondano con quelle che scendono direttamente dal cielo. E’ rassicurante sapere che nessuno ci noterà e che nessuno ci domanderà il perché del nostro stato d’animo. Mimetizzati e perfettamente avvolti nella nostra intimità, anche in mezzo ad una moltitudine di persone, proviamo quell’inusuale sensazione di libertà nel manifestare i nostri sentimenti. Siano essi di gioia o di tristezza.

Lacrime. Meravigliosa invenzione divina. Potente strumento di pulizia degli occhi e dell’anima. Fonte d’acqua preziosa che cela in sé più di mille parole non dette. Eppure sono divenute nel tempo sinonimo di capriccio nel bambino. Fragilità nella donna. Debolezza nell’uomo.

Io ho sempre pianto molto nella mia vita. Di tristezza e di commozione. Ed ho spesso pensato che avere la lacrima facile fosse un dono immenso. Nell’anno e mezzo in cui non sono riuscita a piangere il mio corpo si è congelato. Letteralmente. Ma i sentimenti, lo sappiamo tutti, non possono essere taciuti. Guardo al giorno in cui i miei occhi han ripreso ad inumidirsi come ad un evento miracoloso. Di vera e propria rinascita.

Provo un sentimento di profondo dispiacere nei confronti di tutti coloro che si son lasciati condizionare a tal punto da non riuscire a gestire le proprie emozioni concedendosi un pianto liberatorio ogni qualvolta ne sentano la necessità. E’ solo il mio parere, ma a mio avviso non esistono grida, sedute in palestra, pugni tirati contro il muro che possano eguagliare la grande potenza liberatrice che anche una sola lacrima può donare.

Lacrime. Piccoli ruscelli d’autoguarigione. Rivoli grazie ai quali ogni detrito viene spazzato via, soprattutto dagli occhi, che spesso vedono ciò che non vorrebbero mai vedere.
E nei momenti di gioia??? Perché si piange nei momenti di gioia? Non lo so. Ma mi piace pensare che le lacrime di felicità siano talmente fertili che, bagnando la pelle del viso, riescano a far sbocciare meravigliosi sorrisi.

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Spiegare le ali…

 

Spiegare le ali e volare via. Per abbandonare finalmente quella schiacciante sensazione di essere la persona giusta (con le idee giuste) nel posto sbagliato.

Si vive in un certo luogo per anni e da esso si coglie tutto ciò che di positivo e di negativo possa donarci. Ma ad un certo punto ogni legame svanisce ed il desiderio di volare via non può più essere trascurato. L’aria diventa pesante ed il respiro affannato…ed ogni sana motivazione che potrebbe ancora legarci ad esso si disperde giorno per giorno… senza lasciare alcuna traccia della sua presenza.

Le nostre ali, ben nascoste sotto abiti pesanti, cominciano a fremere, a crearci un fastidioso prurito ed in principio tendiamo a fingere che nulla stia accadendo. Tutto sta cambiando intorno a noi, persino la nostra percezione dei suoni, dei profumi e dei colori e nei nostri pensieri più intimi e sinceri sappiamo bene che strade, persone e situazioni cominciano davvero a starci troppo strette. Ma continuiamo lo stesso a far finta di nulla perché il cambiamento, quello sì, ci spaventa moltissimo.

Eppure, riflettendoci bene, se quelle ali celate han preso a scalpitare vuol dire che non stanno più comode, che si sentono raggrinzire.Che stanno crescendo e quindi che diventano ogni giorno più grandi e forti e di certo sono pronte a sostenerci nel grande volo verso una vita ricca di colori e di nuove eccitanti opportunità.

Esiste un mondo, fuori dal NOSTRO mondo, che spesso temiamo di scoprire e che invece per molti di noi potrebbe rappresentare il terreno più fertile nel quale coltivare splendide idee e progetti. Progetti i quali rischierebbero nemmeno di nascere se rimanessimo fermi dove stiamo. Ecco io mi sento proprio così. Portatrice sana di semi innovativi, ma impantanata in un terreno che dà scarsi frutti.

Non credo che fuori da casa mia ci sia l’Eden. Credo tuttavia che ci sia un’aria più adatta ai miei polmoni. Un vento più delicato e più spazio per volare. Tanto per me che per i miei figli. E quindi se dev’essere questo il mio progetto di vita, per quanto il cambiamento comporti sempre un arduo lavoro organizzativo e di adattamento, proviamoci!!! Famiglia a seguito, tutti uniti ed emozionati. Quanto tempo ci vorrà non lo so. Ma intanto comincio a spolverarmi le ali.

 

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