Prima di andare via…

Sette anni senza viaggiare (se non per brevi gite). Sette anni senza salire su un aereo. Sette anni. Un periodo di tempo affatto casuale. In sette anni infatti, si conclude un ciclo per cominciarne un altro. Ed io oggi, a due settimane esatte dalla mia partenza per Londra,sento proprio l’emozione di chi sta per varcare la soglia di una nuova ed emozionante avventura.

Molti sono soliti distinguere i viaggi di lavoro da quelli di piacere. In questo caso io non riesco a delineare alcun confine tra l’onere e l’onore. Tra il dovere ed il divertimento. Porterò oltremanica il mio primo manoscritto (anche se, con la testa e col cuore, sono già completamente immersa nella stesura del secondo). Mi allontanerò per una manciata di giorni dalla famiglia. Sembra strano da dire e da pensare. Ma…dopo diversi anni…avrò del tempo per me stessa e per le mie passioni. Senza provare alcun senso di colpa. La sensazione di libertà è estrema. Riscopro così l’amore per me stessa e si fa strada nel mio cuore la profonda consapevolezza che, prendendo un po’ di respiro, tornerò a casa più colma di serenità e di amore.

Le rime ed i racconti in questo periodo mi han tenuta in vita. Non voglio nasconderlo. Grazie a loro ho trovato energia per esprimere il bello anche laddove non facevo che scorgere  detriti e miseria. Ingiustizia e dolore. Ho scoperto un nuovo talento e, tramite la poesia, sono riuscita a tenere viva la mia passione più grande, quella musicale. Nel comporre versi ho sempre cercato, talvolta in modo maniacale, di rimanere fedele e devota al ritmo. Se non l’avessi fatto, avrei tradito me stessa.

Quindi, seppur seduta ad una scrivania, con mille impegni quotidiani, spesso tutt’altro che piacevoli, in un certo senso con la mente non ho mai smesso di viaggiare. Ciò che mi veniva negato dalla materia e da circostanze sfavorevoli finiva per essere accolto da un’anima che ferma non può stare e che necessita di capire… e di conoscere per dare al cuore un motivo per battere più energico che mai.

Ora però è giunto davvero il momento di fare le valigie, e non in modo virtuale. Un piccolo bagaglio…solo per tre notti fuori porta. Porto appresso l’essenziale, qualche abito, lo spazzolino da denti, il mio bagnoschiuma preferito. Ed i miei libri. Grazie a loro ho trovato il coraggio di rimettermi in gioco. Di tornare a vivere il mondo. Di viaggiare senza dover più sottostare all’accecante paura di essere sola. Non lo sono più. Ho sempre tutti i miei affetti dentro me. Al caldo ed al sicuro vicini al mio cuore.

Ora quindi…posso proprio andare.

E tornare.

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