Ascoltiamo i nostri bambini…interiori.

Ciao lettori,
nasce un nuovo mese e mi viene spontaneo “tirare le somme” di questo ottobre appena trascorso … che per me è stato un vero e proprio trampolino di lancio nella mia nuova avventura come scrittrice.
Le tre presentazioni sino ad ora svolte hanno avuto connotazioni molto diverse le une dalle altre, ma in ogni occasione posso affermare di aver vissuto un’esperienza costruttiva sotto ogni punto di vista. Ho imparato molto e ringrazio sin d’ora ogni singola persona che, o come organizzatrice o come ascoltatrice, ha contribuito a rendere indimenticabili i vari eventi legati alla promozione di  “Rime filanti e racconti ad occhi aperti”.
Ma vengo ora al motivo per cui ho deciso di scrivere questo post.
Un fraintendimento col quale mi è capitato di imbattermi molto spesso da quando ho pubblicato il mio manoscritto è stato quello della fascia d’età al quale lo stesso è rivolto. Si è dato infatti per scontato che i miei testi fossero dedicati esclusivamente a bambini e questo è un punto sul quale sento di dover fare chiarezza.
“Rime filanti e racconti ad occhi aperti” fa parte del mio progetto “Da Zero a 100’anni”, il quale, così come si può evincere dal suo stesso nome, è indirizzato ad ogni fascia d’età.  In realtà io ritengo che le mie poesie ed i miei racconti, nonostante si presentino con un linguaggio facilmente comprensibile dai più piccini in quanto semplice e diretto, sia per lo più destinato ad un pubblico adulto. O meglio…ai bambini interiori degli adulti. Quei bambini che riposano ancora in ognuno di noi e che tendiamo a voler zittire per timore di essere considerati infantili, immaturi, puerili.
Ad ogni incontro evidenzio il mio intento nel voler far partecipare gli adulti in modo attivo al fianco dei propri figli o nipoti, sia nella fase di ascolto che in quella creativa ed artistica, e trovo in loro quasi sempre un timore ad esprimere il proprio sentire pubblicamente…quasi che questo potesse farli apparire sciocchi. E così dinanzi a poesie piuttosto commoventi come quella dedicata al lupo, o in “Papa’ abbracciami” , mi ritrovo spesso al cospetto di adulti con gli occhi visibilmente gonfi di emozione e di lascrime che vengono abilmente celate, soprattutto per non togliere la maschera che la vita adulta ci “impone”. Ed è questo il punto.
Non è l’adulto ad aiutare il bambino …bensì il contrario, poiché  con la sua spontaneità e senza alcun tipo di filtro i piccoli riescono a smuovere nell’adulto sentimenti sopiti e risvegliati dai miei pensieri espressi in prosa ed in versi.
Ecco il motivo per il quale, assieme alla mia collaboratrice arte terapista Cristina Pipan, ho deciso di sperimentare degli incontri di presentazione del libro, con annesso laboratorio artistico, anche per soli adulti. Questo con l’intento di fornire ad ognuno dei partecipanti una preziosa occasione per ascoltare a cuore aperto ciò che il proprio bambino interiore può ancora dire o insegnare. E per far ciò l’arte diviene un veicolo comunicativo di estrema bellezza ed efficacia.
A presto dunque con le prossime presentazioni già fissate e per tutte quelle che verranno.

Un abbraccio

P.s. vi saluto con un collage della presentazione di ieri, 31 ottobre 2015,svoltasi ad Udine. Un successo.

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